Quando si parla di advertising, quali sono i competitor più grandi di un magazine online? Gli altri magazine? Oppure i giganti del Web come Google, Facebook e gli altri social media? E i ricavi pubblicitari che questi ultimi generano non derivano per buona parte dai contenuti veicolati dai magazine online? L’editore deve perciò stare molto attento e scegliere la giusta strategia quando condivide i suoi contenuti sui social network e quando genera conversazioni fuori dalle proprie piattaforme.
La condivisione è anche dispersione. Se escludiamo i grandi gruppi editoriali (e chi ha sufficienti finanziamenti per permettersi un periodo in “rosso”) possiamo affermare che la dispersione del valore dei contenuti penalizza i piccoli editori. Aumenta il lavoro per le redazioni: non si tratta più di scrivere contenuti e gestire le conversazioni sulle proprie piattaforme. Ora è necessario gestire una pluralità di canali per cercare di trattenere il valore dei propri contenuti. Più lavoro vuol dire più costi. Se a questo associamo un calo generalizzato del valore delle impression sui giornali online, il rischio di essere esclusi dai guadagni del Web è più che un brutto sogno.
Cosa può fare allora l’universo dei piccoli editori per non essere cannibalizzato da questi cambiamenti?
Facebook è lo strumento di article marketing per eccellenza e genera un traffico spesso paragonabile a quello di Google. Dedicate risorse, ma cercate di spostare le conversazioni generate sul social network verso il vostro sito. Date importanza a Facebook, ma ricordate sempre che i ricavi arrivano dal sito e dalla qualità dei vostri contenuti. Se volete investire in un’applicazione seguite quanto appena detto.
Twitter in Italia genera poco traffico rispetto a Facebook. I giornali online spesso lo usano soltanto per riproporre gli articoli pubblicati sul sito. Ci possono essere dei ritorni in termini di visite, ma se volete esprimere al meglio il valore di Twitter stabilite relazioni per curare le vostre PR online e per proficui scambi di visibilità.
Linkedin non è soltanto il social network per stabilire relazioni di lavoro. Se il vostro magazine tratta temi professionali (di qualsiasi genere) il nostro consiglio è aprire un gruppo di discussione sia per generare visite sia per stabilire relazioni con lettori e possibili partner.
Altri social media o servizi di article marketing servono a poco: concentratevi solo sui più importanti e lasciate perdere la miriade di piccoli tool che vi fanno perdere solamente tempo prezioso.