Bravo giornalista, pessimo web editor

Content is king. Questo è quello che si legge a caratteri cubitali sui vademecum di ottimizzazione per i motori di ricerca e sui manuali di tecniche di scrittura per il Web. Ma cosa vuol dire scrivere bene?

Il Web è popolato da tantissimi giornalisti (o aspiranti tali), scrittori, blogger, divulgatori che ogni giorno producono “tonnellate” di contenuti, scritti in maniera piuttosto decente. C’è in giro tanta gente che sa scrivere bene: perché un editore dovrebbe scegliere un collaboratore che non sappia farlo? Scrivere buoni contenuti è un punto fermo dal quale partire. Se siete un editore e pubblicate contenuti scritti male e poco interessanti, cambiate subito mestiere.

La differenza non sta nello saper scrivere o meno. La differenza è tra chi sa scrivere per il Web e chi non lo sa fare.

Scrivere su Word. Ci sono giornalisti competenti e ultra-specializzati che scrivono su un file Word, copiano e incollano il contenuto nel pannello di amministrazione del magazine e poi pubblicano. Immaginate come questo possa rendere vana tutta la fatica profusa nella scrittura di un buon contenuto. Passate prima il contenuto su blocco note e poi caricatelo online (e se avete voglia, sostituite le virgolette di Word una ad una). Un’accortezza semplicissima che però può influire molto sui risultati di ricerca.

Titoli criptici. L’artificio letterario nel titolo è una sindrome irrefrenabile per il giornalista sicuro di sè: se proprio non si può evitare una volta ogni tanto ci si può concedere questo privilegio, ma va inserita qualche keyword almeno nella URL. Inoltre i titoli criptici sono penalizzanti per il linguaggio dei social media che richiede frasi brevi e chiare. Con titoli metaforici difficilmente riceverete traffico sul sito da Facebook, Twitter e gli altri social network.

La Divina Commedia. Anche Dante, rendendosi conto della lunghezza dei suoi scritti, ha suddiviso la sua opera in tre libri. O sommi giornalisti del Web fatelo anche voi e spezzate gli articoli lunghi in più post. Creerete più contenuti e più pagine da indicizzare.

Ipertesto. E’ dal 1995 che il Web è sinonimo di ipertestualità. Linkate la fonte e magari anche qualche pagina interna al vostro magazine, così da generare qualche pagina vista in più.

E soprattutto per qualsiasi dubbio su come scrivere per il Web consultate la guida di stile del settimanale britannico The Economist.